Determinazione del prezzo del pomodoro: differenze tra le versioni

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'''Diversi i trasformatori che partecipano alla trattativa per la parte industriale''': Agriconserve Rega, Alfonso Sellitto, Aom Conserve Alimentari, Benincasa, Bio Verde, Calispa, Carlo Manzella, Casar, Cav. Uff. Grimaldi, Cb Cotti, Commerciale Export, Compagnia Mercantile d'Oltremare, Conditalia, Conserve Italia, Conserve Manfuso, Consorzio Casalasco del Pomodoro, Coppola, Davia, De Clemente Conserve, Della Peruta Vincenzo, Desco, Di Leo Nobile, Emilio Marotta, Emiliana Conserve, Enrico Perano, Eugea Mediterranea, F.lli D'Acunzi, F.lli Ruggiero, F.lli Voza, Feger, Felice Conserve, Fiordagosto, Fpd, Franzese, Fruttagel, Futuragri, Giaguaro, Gravina Conserve, Greci Industria Alimentare, Gruppo Alimentare Castellano, Gruppo Fini, Imca, Italfrutta, Italtom, Italian Food, La Casareccia, La Cesenate, La Doria, La Rinascita, La Rosina, La Silentina, La Torrente, La Vera Napoli, Le Specialità Italiane, Le Due Valli, Menu, Mutti, Pancrazio, Pomilia, Princes Industrie Alimentari, Rispoli Luigi, Rodolfi Mansueto, Salvati Mario, Solana, Steriltom, Terre di Sangiorgio, TomatoFarm, Zipperle.
'''Diversi i trasformatori che partecipano alla trattativa per la parte industriale''': Agriconserve Rega, Alfonso Sellitto, Aom Conserve Alimentari, Benincasa, Bio Verde, Calispa, Carlo Manzella, Casar, Cav. Uff. Grimaldi, Cb Cotti, Commerciale Export, Compagnia Mercantile d'Oltremare, Conditalia, Conserve Italia, Conserve Manfuso, Consorzio Casalasco del Pomodoro, Coppola, Davia, De Clemente Conserve, Della Peruta Vincenzo, Desco, Di Leo Nobile, Emilio Marotta, Emiliana Conserve, Enrico Perano, Eugea Mediterranea, F.lli D'Acunzi, F.lli Ruggiero, F.lli Voza, Feger, Felice Conserve, Fiordagosto, Fpd, Franzese, Fruttagel, Futuragri, Giaguaro, Gravina Conserve, Greci Industria Alimentare, Gruppo Alimentare Castellano, Gruppo Fini, Imca, Italfrutta, Italtom, Italian Food, La Casareccia, La Cesenate, La Doria, La Rinascita, La Rosina, La Silentina, La Torrente, La Vera Napoli, Le Specialità Italiane, Le Due Valli, Menu, Mutti, Pancrazio, Pomilia, Princes Industrie Alimentari, Rispoli Luigi, Rodolfi Mansueto, Salvati Mario, Solana, Steriltom, Terre di Sangiorgio, TomatoFarm, Zipperle.


=== Altri soggetti coinvolti ===
=== '''Altri soggetti coinvolti''' ===
'''Elemento di garanzia''' del corretto funzionamento della contrattazione sono le '''[[OI - Organizzazioni Interprofessionali]]''' e in particolare le '''Oi Pomodoro da Industria''' (una per il Nord Italia e una per il Centro Sud), anche se non entrano direttamente nel confronto tra Op e industria. Le Oi associano produttori e trasformatori nei rispettivi Bacini, aventi pari diritto di voto, e, confermemente alla normativa europea e nazionale che le regola, svolgono un ruolo di garanzia del corretto funzionamento della contrattazione con l’obiettivo di favorire il confronto e la cooperazione tra i soggetti coinvolti tenendo presente anche l’interesse dei consumatori finali.
'''Elemento di garanzia''' del corretto funzionamento della contrattazione sono le '''[[OI - Organizzazioni Interprofessionali]]''' e in particolare le '''Oi Pomodoro da Industria''' (una per il Nord Italia e una per il Centro Sud), anche se non entrano direttamente nel confronto tra Op e industria. Le Oi associano produttori e trasformatori nei rispettivi Bacini, aventi pari diritto di voto, e, confermemente alla normativa europea e nazionale che le regola, svolgono un ruolo di garanzia del corretto funzionamento della contrattazione con l’obiettivo di favorire il confronto e la cooperazione tra i soggetti coinvolti tenendo presente anche l’interesse dei consumatori finali.


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All'atto dell'insediamento del '''Tavolo del Pomodoro da Industria presso il Ministero''' erano presenti: ANICAV, Alleanza cooperative, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Italia Ortofrutta, Unaproa, OI pomodoro da industria Nord Italia, Federdistribuzione, Ancc coop, Ancd Conad, Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil.
All'atto dell'insediamento del '''Tavolo del Pomodoro da Industria presso il Ministero''' erano presenti: ANICAV, Alleanza cooperative, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Italia Ortofrutta, Unaproa, OI pomodoro da industria Nord Italia, Federdistribuzione, Ancc coop, Ancd Conad, Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil.
=== '''La  struttura, l'oggetto e il tempi del contratto quadro''' ===
Oggetto centrale dell'Accordo quadro (che dovrebbe concludersi all'inizio dell'anno, entro il mese di febbraio  e comunque prima del trapianto in campo delle piantine) è un accordo sui '''volumi''' da produrre per l'annata in corso e la '''remunerazione''' base che sarà riconosciuta agli agricoltori (sia biologico che convenzionale e articolato con obiettivi qualitativi e classi merceologighe di conferimento)
Sempre nel contratto vengono stabiliti i '''parametri''' per valutare la qualità del pomodoro e come vengono effettuati i controlli. Si definiscono regole comuni per la raccolta e il trasporto, eventuali '''penali''' nel caso in cui i pomodori siano verdi, oppure marci o spaccati. Ma ci sono anche '''bonus''', ad esempio per il grado Brix.
'''Elemento critico per raggiungere l'accordo è il''' '''prezzo di vendita''' che sarà definito tenendo conto di diversi parametri (aumento dei  costi di produzione, reperibilità di manodopera, effetto dei cambiamenti climatici, disponibilità di acqua, problemi fitosanitari e altro dal punto di vista dei fattori della produzione in campo e, per la parte industriale, i rapporti squilibrati con la Gdo, i  costi di produzione della trasformazione, i problemi di non allineamento dei conferimenti con la qualità richiesta, eccetera)
Nella determinazione del prezzo diventa sempre più strategica la valutazione sulla disponibilità per l'industria di '''prodotto da importazione''' che, soprattutto nel caso del pomodoro da industria, diventa una variabile che incide fortemente sulla dinamica contribuendo in maniera sensibile ad abbassare il prezzo che gli industriali sono disposti a pagare ai produttori in campo.
'''I tempi dei due contratti quadro sono decisivi''' per comprendere la loro reale capacità di "fotografare ed assistere" la dinamica del mercato. È evidente che per avere un ruolo che favorisca una dinamica corretta fra le parti i contratti devo essere sottoscritti in tempo per consentire agli agricoltori di ordinare le piantine e pianificare le superfici in ragione della previsione delle diverse variabili che incideranno sulla gestione agronomica della produzione. Se i Contratti Quadro vengono stipulati  fuori dai tempi che consentono una valutazione attenta della previsione di costi e opportunità, i rischi si scaricano sulla parte più esposta, la parte agricola e il lavoro.
=== '''I Contratti di secondo livello''' ===
Sulla base dei Contratti Quadro, posso, successivamente, essere definiti contratti di secondo livello che le singole OP possono stipulare con le industrie della trasformazione
I contratti di secondo livello sono  vagliati dall'Oi che, garantendo la massima riservatezza sui contratti, verifica che ciascuno di essi sia coerente con il contratto quadro.
Oggetto di questi contratti di secondo livello sono, generalmente, i termini di pagamento, le garanzie, le premialità, le rese medie su cui si impegnano le parti, i costi del trasporto, ecc..
Le '''premialità''' possono riguardare ad esempio il grado Brix elevato o il basso indice di difetti e scarti. Mentre sono previste '''decurtazioni del prezzo''' nel caso in cui i pomodori verdi, rotti o marci superino una certa percentuale, nel caso in cui ci siano troppi corpi estranei o in caso di mancata consegna o mancato ritiro del quantitativo contrattato. .
=== '''Il caso dei contratti d'Area del 2026''' ===
'''Il contratto per il Nord Italia. Prezzi in calo, costi in aumento, tempi non adeguati'''
L’accordo quadro per il Nord Italia è stato definito il 27 marzo 2026 (quando era già in svolgimento la messa a dimora delle piantine nei campio).
L’incremento delle superfici investite quest’anno e il conseguente aumento di offerta (con il contratto siglato quando ormai le scelte produttive erano già avvenute), hanno nei fatti rafforzato la posizione della parte industriale.
Il prezzo pattuito per il Nord Italia (compresi i servizi, e le premialità) è di 137 euro/t franco partenza azienda che quota 134/t netti per la parte agricola,  La filiera registraun calo per il terzo anno consecutivo: dai 150 euro/t del 2024, ai 142,5 del 2025, fino all’attuale quotazione.
I costi certificati da ISMEA nel 2024 documentano hanno documentato un costo medio per HA per la produzione di pomodoro da industria nel Nord Italia pari a 10.700 euro/ha. A quei costi il prezzo che una azienda produttrice dovrebbe dovuto vedersi ricoscere è pari a 138/t. Negli ultimi due anni i costi dei carburanti sono vertiginosamente aumentati (e per una coltura come il pomodoro da industria fortemente meccanizzata, il costo dei carburanti rappresenta almeno il 30% del totale dei costi), sono aumentati i costi dei fertilizzanti (l'urea è raddoppiata) per una previsione dei costi medi nel 2027 pari ad almeno l'8%.
'''Il contratto per il Centrosud Italia. Fuori Tempo Massimo, enormi problemi di pianificazione, costi in aumento,'''
L'accordo fra l''''Anicav''' e le '''Organizzazioni di Produttori''' del '''Bacino Centro Sud Italia''' per la campagna di trasformazione del 2026 è stato sottoscritto il 17 giugno 2026 praticamente a ridosso della campagna di raccolta. E' stato vanificato, cosi, qualsiasi possibile processo di pianifacazione e programmazione della campagna.
In assenza di programmazione, sono prevedibili significativi problemi in diverse aree del Centro Sud che dovranno fare i conti con il probabile aumento delle superfici messe a coltura ed un conseguente  aumento dell'offerta con possibile surplus delle produzioni; è il caso delle superfici messe a dimora nel Casertano che sono aumentate del circa il 150% (da una superficie di circa 4.000 ha a circa 10.000 ha).
A fronte di costi produttivi che al Centro Sud sono comunque più alti del Nord Italia, i prezzi riconosciuti dal contratto sono in '''discesa''' di '''7,5 euro''' alla tonnellata sul '''tondo''' e di '''5 euro''' sul prodotto '''lungo''' rispetto alla '''campagna 2025.'''

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L'immagine rappresenta i due diversi areali di riferimento (quello del Nord e del Centro Sud) in cui operano le due OI du area e per cui vengono stipulati altrettanti accordi annuali per la produzione del pomodoro da industria in Italia

La determinazione del prezzo del pomodoro differisce sostanzialmente se si tratta del pomodoro da mensa (fresco) o del pomodoro da industria. Nel caso del Pomodoro Da Industria il percorso di "trattativa" per fissare il prezzo del prodotto costituisce un unicum in Italia con l'obiettivo (almeno dichiarato) di pianificare le produzioni, sia agricole che industriali, diminuendo per quanto possibile il grado di rischio per gli operator.

Formazione del prezzo del pomodoro da mensa

Il prezzo del pomodoro da mensa di definisce secondo le modalità della determinazione del prezzo di tutta l'ortofrutticoltura. A differenza del pomodoro da industria, per quello da mensa non esiste un prezzo fisso nazionale stabilito da accordi interprofessionali, ma le quotazioni variano su base giornaliera o settimanale.

In Italia, il prezzo dell'ortofrutta si definisce attraverso l'interazione tra i costi di produzione, le dinamiche di domanda e offerta nei mercati all'ingrosso e il valore percepito dal consumatore.

Il sistema di formazione si articola su tre livelli principali:

  • Alla Produzione (Origine): È il prezzo riconosciuto all'agricoltore. Dovrebbe calcolarsi sommando i costi vivi di coltivazione (lavorazioni, sementi, concimi, manodopera, ammortamento degli impianti) più un margine di utile. Viene monitorato a livello nazionale da ISMEA e ISTAT tramite indici ponderati
  • All'Ingrosso (Mercati Agroalimentari): Qui il prezzo subisce il primo ricarico, definito dall'incontro tra i grossisti (che aggregano i prodotti) e la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) o i dettaglianti. Le quotazioni sono influenzate da fattori climatici, calibro, grado di maturazione e dalla stagionalità.
  • Al Consumo (Dettaglio): È il prezzo finale nei supermercati o nei mercati rionali. Include i costi di trasporto, stoccaggio, packaging, le logiche di marketing e il ricarico finale del venditore.

I fattori principali che determinano il prezzo includono:

  • Tipologia e Varietà: I prezzi variano notevolmente a seconda del tipo di pomodoro (es. ciliegino, datterino, costoluto, Cuore di Bue). Varietà con rese inferiori o di nicchia, come il Cuore di Bue, spuntano prezzi maggiori rispetto al pomodoro a grappolo o al tondo liscio.
  • Metodo di Coltivazione: Le produzioni in serra riscaldata e fuori suolo hanno costi maggiori rispetto a quelle in pieno campo, così come i prodotti certificati biologici.
  • Andamento Stagionale e Climatico: Il prezzo è fortemente influenzato dal clima. Periodi di gelo o siccità possono ridurre la disponibilità del prodotto, provocando un aumento dei prezzi.

Provenienza e Concorrenza.

L'importazione di prodotto dai mercati esteri concorrenti (Spagna, Marocco, p.es.) tende ad abbassare la media dei prezzi di mercato per quanto nel caso del pomodoro sia generalmente una dinamica marginale dal momento che il mercato del fresco apprezza il prodotto nazionale.

Formazione del prezzo del pomodoro da industria

Il prezzo del pomodoro da industria si forma dentro una trattativa fra diversi soggetti della filiera (principalmente fra le istanze organizzate degli agricoltori e quelle degli industriali). I Contratti quadro d'area

I contratti quadro d'area sono disciplinati dagli articoli 10 e 11 del D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 102 disciplinano i contratti quadro nel settore agroalimentare, con l'obiettivo di favorire l'integrazione di filiera e regolare i mercati.

L'articolo 10 del D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 102 stabilisce che le Organizzazioni di Produttori (OP) e le Organizzazioni di imprese di trasformazione, distribuzione e commercializzazione possono sottoscrivere contratti quadro

L'articolo 11 del D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 102 definisce i contenuti obbligatori e i principi generali applicabili ai contratti quadro

Obiettivo della trattativa è quello di sottoscrivere un contratto quadro di area per il Bacino del Nord e uno del Centro Sud Italia. Si tratta di due documenti, frutto del confronto tra agricoltori e trasformatori, che fissa le condizioni per la vendita del pomodoro da industria dalle Op alle imprese di trasformazione, nonché eventuali penali (ad esempio per il verde o lo spaccato) e bonus (ad esempio per il grado Brix elevato). Viene anche stabilito il prezzo di riferimento per la materia prima per le diverse aree di riferimento.

La trattativa si sviluppa all'interno del quadro della OCM Ortofrutta (Organizzazione Comune di Mercato per l'Ortofrutta), uno dei Programmi in con cui si sviluppa la PAC (Politica Agricola Comune).

I soggetti coinvolti direttamente nella trattativa

I principali protagonisti della trattativa sono le OP ( per i produttori) e Anicav, l'Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali (Associazione, all'interno di Confindustria, che riunisce le aziende private che operano nel settore della trasformazione e della conservazione dei prodotti vegetali. Partecipano anche alcune aziende che aderiscono a Confapi (la Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata).

Fra le OP del Nord che partecipano alla trattativa per il Contratto Quadro d'Area del Nord: Aef, Ainpo, Apo Conerpo, Apol, Asipo, Asport, Cico, Cio, Minguzzi, Op Ferrara, Terremerse, Poa e Verde Intesa

Al Centro Sud troviamo le seguenti OP: Agriverde, Agrogens, Alma Seges, Aoa, Apo Caserta, Apo Gargano, Apoc Salerno, Apod, Apom, Apopa, Asport, Assodaunia, Centrale Ortofrutticola di Tarquinia, Concoosa, La Palma, Mita, Agorà, Assofruit Italia, Giotto, Natura Dauna, Paco, Terra Orti, Ortofrutta Sol Sud, San Lidano

Diversi i trasformatori che partecipano alla trattativa per la parte industriale: Agriconserve Rega, Alfonso Sellitto, Aom Conserve Alimentari, Benincasa, Bio Verde, Calispa, Carlo Manzella, Casar, Cav. Uff. Grimaldi, Cb Cotti, Commerciale Export, Compagnia Mercantile d'Oltremare, Conditalia, Conserve Italia, Conserve Manfuso, Consorzio Casalasco del Pomodoro, Coppola, Davia, De Clemente Conserve, Della Peruta Vincenzo, Desco, Di Leo Nobile, Emilio Marotta, Emiliana Conserve, Enrico Perano, Eugea Mediterranea, F.lli D'Acunzi, F.lli Ruggiero, F.lli Voza, Feger, Felice Conserve, Fiordagosto, Fpd, Franzese, Fruttagel, Futuragri, Giaguaro, Gravina Conserve, Greci Industria Alimentare, Gruppo Alimentare Castellano, Gruppo Fini, Imca, Italfrutta, Italtom, Italian Food, La Casareccia, La Cesenate, La Doria, La Rinascita, La Rosina, La Silentina, La Torrente, La Vera Napoli, Le Specialità Italiane, Le Due Valli, Menu, Mutti, Pancrazio, Pomilia, Princes Industrie Alimentari, Rispoli Luigi, Rodolfi Mansueto, Salvati Mario, Solana, Steriltom, Terre di Sangiorgio, TomatoFarm, Zipperle.

Altri soggetti coinvolti

Elemento di garanzia del corretto funzionamento della contrattazione sono le OI - Organizzazioni Interprofessionali e in particolare le Oi Pomodoro da Industria (una per il Nord Italia e una per il Centro Sud), anche se non entrano direttamente nel confronto tra Op e industria. Le Oi associano produttori e trasformatori nei rispettivi Bacini, aventi pari diritto di voto, e, confermemente alla normativa europea e nazionale che le regola, svolgono un ruolo di garanzia del corretto funzionamento della contrattazione con l’obiettivo di favorire il confronto e la cooperazione tra i soggetti coinvolti tenendo presente anche l’interesse dei consumatori finali.

Le Organizzazioni Sindacali. Per quanto il contratto viene sottoscritto (come prevede il D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 102) dalle Organizzazione delle OP (Organizzazione dei Produttori) e dalle organizzazioni degli Industriali come l'ANICAV, gli attori della rappresentanza sindacale contribuiscono attivamente al confronto in ragione della loro partecipazione al Tavolo del Pomodoro da Industria insediato il 25 novembre 2021 presso il Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare

All'atto dell'insediamento del Tavolo del Pomodoro da Industria presso il Ministero erano presenti: ANICAV, Alleanza cooperative, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Italia Ortofrutta, Unaproa, OI pomodoro da industria Nord Italia, Federdistribuzione, Ancc coop, Ancd Conad, Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil.

La struttura, l'oggetto e il tempi del contratto quadro

Oggetto centrale dell'Accordo quadro (che dovrebbe concludersi all'inizio dell'anno, entro il mese di febbraio e comunque prima del trapianto in campo delle piantine) è un accordo sui volumi da produrre per l'annata in corso e la remunerazione base che sarà riconosciuta agli agricoltori (sia biologico che convenzionale e articolato con obiettivi qualitativi e classi merceologighe di conferimento)

Sempre nel contratto vengono stabiliti i parametri per valutare la qualità del pomodoro e come vengono effettuati i controlli. Si definiscono regole comuni per la raccolta e il trasporto, eventuali penali nel caso in cui i pomodori siano verdi, oppure marci o spaccati. Ma ci sono anche bonus, ad esempio per il grado Brix.

Elemento critico per raggiungere l'accordo è il prezzo di vendita che sarà definito tenendo conto di diversi parametri (aumento dei costi di produzione, reperibilità di manodopera, effetto dei cambiamenti climatici, disponibilità di acqua, problemi fitosanitari e altro dal punto di vista dei fattori della produzione in campo e, per la parte industriale, i rapporti squilibrati con la Gdo, i costi di produzione della trasformazione, i problemi di non allineamento dei conferimenti con la qualità richiesta, eccetera)

Nella determinazione del prezzo diventa sempre più strategica la valutazione sulla disponibilità per l'industria di prodotto da importazione che, soprattutto nel caso del pomodoro da industria, diventa una variabile che incide fortemente sulla dinamica contribuendo in maniera sensibile ad abbassare il prezzo che gli industriali sono disposti a pagare ai produttori in campo.

I tempi dei due contratti quadro sono decisivi per comprendere la loro reale capacità di "fotografare ed assistere" la dinamica del mercato. È evidente che per avere un ruolo che favorisca una dinamica corretta fra le parti i contratti devo essere sottoscritti in tempo per consentire agli agricoltori di ordinare le piantine e pianificare le superfici in ragione della previsione delle diverse variabili che incideranno sulla gestione agronomica della produzione. Se i Contratti Quadro vengono stipulati fuori dai tempi che consentono una valutazione attenta della previsione di costi e opportunità, i rischi si scaricano sulla parte più esposta, la parte agricola e il lavoro.

I Contratti di secondo livello

Sulla base dei Contratti Quadro, posso, successivamente, essere definiti contratti di secondo livello che le singole OP possono stipulare con le industrie della trasformazione

I contratti di secondo livello sono vagliati dall'Oi che, garantendo la massima riservatezza sui contratti, verifica che ciascuno di essi sia coerente con il contratto quadro.

Oggetto di questi contratti di secondo livello sono, generalmente, i termini di pagamento, le garanzie, le premialità, le rese medie su cui si impegnano le parti, i costi del trasporto, ecc..

Le premialità possono riguardare ad esempio il grado Brix elevato o il basso indice di difetti e scarti. Mentre sono previste decurtazioni del prezzo nel caso in cui i pomodori verdi, rotti o marci superino una certa percentuale, nel caso in cui ci siano troppi corpi estranei o in caso di mancata consegna o mancato ritiro del quantitativo contrattato. .

Il caso dei contratti d'Area del 2026

Il contratto per il Nord Italia. Prezzi in calo, costi in aumento, tempi non adeguati

L’accordo quadro per il Nord Italia è stato definito il 27 marzo 2026 (quando era già in svolgimento la messa a dimora delle piantine nei campio).

L’incremento delle superfici investite quest’anno e il conseguente aumento di offerta (con il contratto siglato quando ormai le scelte produttive erano già avvenute), hanno nei fatti rafforzato la posizione della parte industriale.

Il prezzo pattuito per il Nord Italia (compresi i servizi, e le premialità) è di 137 euro/t franco partenza azienda che quota 134/t netti per la parte agricola, La filiera registraun calo per il terzo anno consecutivo: dai 150 euro/t del 2024, ai 142,5 del 2025, fino all’attuale quotazione.

I costi certificati da ISMEA nel 2024 documentano hanno documentato un costo medio per HA per la produzione di pomodoro da industria nel Nord Italia pari a 10.700 euro/ha. A quei costi il prezzo che una azienda produttrice dovrebbe dovuto vedersi ricoscere è pari a 138/t. Negli ultimi due anni i costi dei carburanti sono vertiginosamente aumentati (e per una coltura come il pomodoro da industria fortemente meccanizzata, il costo dei carburanti rappresenta almeno il 30% del totale dei costi), sono aumentati i costi dei fertilizzanti (l'urea è raddoppiata) per una previsione dei costi medi nel 2027 pari ad almeno l'8%.

Il contratto per il Centrosud Italia. Fuori Tempo Massimo, enormi problemi di pianificazione, costi in aumento,

L'accordo fra l'Anicav e le Organizzazioni di Produttori del Bacino Centro Sud Italia per la campagna di trasformazione del 2026 è stato sottoscritto il 17 giugno 2026 praticamente a ridosso della campagna di raccolta. E' stato vanificato, cosi, qualsiasi possibile processo di pianifacazione e programmazione della campagna.

In assenza di programmazione, sono prevedibili significativi problemi in diverse aree del Centro Sud che dovranno fare i conti con il probabile aumento delle superfici messe a coltura ed un conseguente aumento dell'offerta con possibile surplus delle produzioni; è il caso delle superfici messe a dimora nel Casertano che sono aumentate del circa il 150% (da una superficie di circa 4.000 ha a circa 10.000 ha).

A fronte di costi produttivi che al Centro Sud sono comunque più alti del Nord Italia, i prezzi riconosciuti dal contratto sono in discesa di 7,5 euro alla tonnellata sul tondo e di 5 euro sul prodotto lungo rispetto alla campagna 2025.