Malattie animali

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CATEGORIZZAZIONE DELLE MALATTIE ANIMALI SECONDO LA NORMATIVA EUROPEA

La normativa europea sulla sanità animale, in particolare il Regolamento (UE) 2016/429 e il Regolamento (UE) 2018/1882, classifica le malattie degli animali in diverse categorie per stabilire in modo commisurato al rischio le misure di prevenzione e controllo. Questa classificazione si basa su alcuni criteri fondamentali: quanto una malattia è contagiosa, quanto è grave per gli animali (mortalità e sofferenza), il rischio che possa trasmettersi all’uomo (zoonosi), l’impatto economico sugli allevamenti e sul commercio, e la possibilità concreta di prevenirla o eliminarla. In base a questi elementi, le malattie vengono inserite in cinque categorie.

Ogni malattia può appartenere a più di una categoria:

Categoria A include malattie generalmente non presenti nell’Unione Europea e capaci di diffondersi rapidamente con effetti devastanti; per questo motivo, quando vengono rilevate, è obbligatorio intervenire immediatamente con misure drastiche come l’abbattimento di tutti gli animali sensibili nei focolai. Esempi tipici sono l’afta epizootica, la peste suina africana, la dermatite nodulare contagiosa (Lumpy skin disease).

Categoria B sono già presenti nell’Unione Europea ma devono essere progressivamente eradicate attraverso piani obbligatori: la rabbia, la tubercolosi bovina e bufalina e la brucellosi.

Categoria C sono diffuse ma non uniformemente in tutto il territorio europeo; quindi vengono controllate per evitare che raggiungano le zone indenni e possono essere soggette a piani di eradicazione a discrezione dei diversi Stati membri. Rientrano in questa categoria, ad esempio, la rinotracheite infettiva bovina, la malattia di Aujeszky nei suini, e l’infestazione da Varroa spp. nelle api.

Categoria D riguarda malattie per le quali è particolarmente importante il controllo degli spostamenti di animali e prodotti, per evitare la diffusione tramite la movimentazione degli stessi: ne sono un esempio l’infezione da virus della malattia emorragica epizootica (EHDV), l’anemia infettiva equina e il carbonchio ematico. Da precisare che tutte le malattie di categoria A, B e C sono anche di categoria D.

Categoria E riguarda le malattie che richiedono principalmente attività di sorveglianza e raccolta di dati epidemiologici, come la paratubercolosi, la febbre Q e febbre del Nilo occidentale (West Nile disease).

Da precisare che tutte le malattie di categoria A, B, C e D sono anche di categoria E. In sintesi, questo sistema consente di adattare le misure sanitarie alla reale pericolosità di ciascuna malattia, garantendo sia la protezione della salute animale e umana sia il corretto funzionamento del mercato interno.

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Consulta:

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882